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Venerdì, 06 Marzo 2020 21:57

Matematica delle storie

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Parlando dell'Unità didattica sulla narrazione di sé abbiamo detto che il bambino cerca un modo per comunicare le proprie esperienze. Questo lo fa attraverso la rappresentazione e la schematizzazione di esse, e quindi attraverso un ragionamento di tipo logico-matematico.

Abbiamo inoltre introdotto che all'apertura dell'archivio le fonti devono essere messe alla rinfusa in modo che ci sia il compito della classificazione, che è un lavoro importante nell'area matematica in quanto induce a porsi problemi.

Possiamo quindi parlare della proposta didattica di Rodari sulla matematica delle storie, affrontata in uno dei capitoli del libro “GRAMMATICA DELLA FANTASIA”, in cui si spiega come una storia possa essere tradotta in termini matematici. 

In questo capitolo Rodari prende ad esempio la famosa Novella del Brutto Anatroccolo di Andersen in cui, in termini di matematica e di insiemistica, viene narrata

 l'avventura di un elemento A capitato per errore nell'insieme degli elementi B e che non trova pace fino a quando non rientra nel suo insieme naturale, quello degli elementi A

Nonostante la novella non sia stata concepita in termini di insiemistica, essa rappresenta anche un esercizio di logica. Infatti quando il bambino ascolta o legge la storia attiva i processi matematici che sono essenziali per la fabbricazione di strumenti conoscitivi. Ascoltando i bambini si esercitano a classificare e a costruire insiemi possibili e ad escludere insieme impossibili. 

Tuttavia il bambino non è consapevole di questo meccanismo in quanto mentre ascolta o legge la novella diventa partecipe della storia. Ma per poter capire questa storia in realtà la struttura del racconto stampa automaticamente nella sua mente anche una struttura logica attraverso la quale il bambino inconsciamente separa gli elementi A dagli elementi B per poter capire meglio la storia. 

Si può anche partire da un ragionamento per trovare una favola

Un esempio può essere la storia di un pulcino smarrito che va in cerca della mamma e crede di riconoscerla prima in un gatto poi in una mucca, in un trattore e in altri personaggi, finché poi riesce a trovarla. 

Questa storia, ad esempio, pur utilizzando anche i meccanismi del riso, si basa sulla paura dei bambini di perdere i genitori e fa rivivere in loro questa tensione e il bisogno di avere in ogni momento la sicurezza di ritrovare la madre.

Un'altra storia che si può raccontare ai bambini è quella che possiamo chiamare il gioco del Chi sono io in cui un bambino domanda a persone diverse "chi sono io?”, tra cui la madre, il nonno, il fratello, un vigile, un amico, e scopre che la risposta cambia se la domanda viene fatta a persone diverse. Così il bambino scopre di essere un figlio, un nipote, un fratello, un pedone o un ciclista, e un amico. In questo modo il bambino compie un'operazione di ordine logico, in quanto sta esplorando gli insiemi di cui fa parte

Questa storia potrebbe anche essere messa in pratica diventando un vero e proprio gioco ed esercizio. Tra l'altro poiché per il bambino l'esplorazione degli insiemi di cui fa parte costituisce un'avventura eccitante, la sua emozione diventa un importante rafforzamento del meccanismo logico che mette in atto. 

Un altro modo per inventare delle storie utili allo sviluppo del ragionamento logico è quello di fare matematica personificando i blocchi logici, i materiali strutturati per l'aritmetica, i gettoni per insiemistica, attribuendo loro dei ruoli fantastici

In questo modo il bambino esercita la sua capacità di capire con la fantasia oltre che la sua capacità di capire con le mani che viene utilizzata spesso facendo insiemistica in modo operativo manuale. 

Un esempio di questo tipo può essere la storia del triangolo blu che cerca la sua casa tra i quadrati Rossi i triangoli gialli cerchi Verdi eccetera.

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