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Il corpo umano
In questo articolo vi propongo una presentazione Prezi, che ho realizzato come esempio (dal contenuto non esaustivo) di supporto alla prima lezione sul Corpo Umano. Prezi è una piattaforma online che può essere sfruttata per la creazione di presentazioni inerenti argomenti di studio che introducono concetti specifici all'interno di un… -
GRAMMATICA E FANTASIA, percorsi didattici per l’uso dei verbi nella primaria
Veronica Ujcich, Carocci Faber (2011 – 2015), ISBN 978-88-7466-328-6 In sole 125 pagine e con un linguaggio semplice e scorrevole, questo libro si rivolge agli insegnanti proponendo un percorso didattico innovativo attraverso il quale far conoscere ai bambini l’uso del verbo nell’italiano. La novità consiste in uno stravolgimento del… -
LA NARRAZIONE DI SÉ nella scuola primaria.
In questo articolo introdurremmo l’UDA della Narrazione di sé, specificando i motivi per cui è importante proporla nella scuola primaria, quali sono i suoi obiettivi e come viene affrontata in tutte le classi già dai primi giorni di scuola. Quest’unità didattica rappresenta il culmine di un percorso iniziato nella scuola… -
Matematica delle storie 2
Nell'articolo precedente abbiamo visto come utilizzare le storie per avviare i bambini allo studio dell'insiemistica (sulla base del libro Gramatica della Fantasia di G. Rodari). Più difficile è invece l'operazione mentale che porta a capire che A + B è = B + A. Infatti spesso i bambini non lo capiscono… -
Il bagno del passero
In questo articolo riporto dal libro “Leggere Poesia” la proposta 5 per la classe quarta che prende in esame la poesia "Il bagno del passero" di Umberto Saba. Poiché il passero è un animale generalmente conosciuto dai bambini, questa poesia rende possibile effettuare con loro degli approfondimenti scientifici e impostare…
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GRAMMATICA E FANTASIA, percorsi didattici per l’uso dei verbi nella primaria
Veronica Ujcich, Carocci Faber (2011 – 2015), ISBN 978-88-7466-328-6
In sole 125 pagine e con un linguaggio semplice e scorrevole, questo libro si rivolge agli insegnanti proponendo un percorso didattico innovativo attraverso il quale far conoscere ai bambini l’uso del verbo nell’italiano.
La novità consiste in uno stravolgimento del metodo d’insegnamento classico della grammatica, attraverso il quale si è soliti far approcciare i bambini ad uno studio esclusivamente mnemonico del verbo, utilizzando come forma di esercitazione e di verifica l’esposizione orale o scritta dei diversi tempi verbali e l’analisi di verbi isolati dal loro contesto.
Con il metodo proposto da Veronica Ujcich, al contrario, si utilizza un approccio molto più riflessivo, che permette agli alunni di osservare il verbo all’interno di un determinato contesto al fine di comprendere come utilizzare in modo corretto queste forme grammaticali nell’italiano parlato e scritto.
A tal proposito l’insegnamento ha origine proprio dalla grammatica implicita presente negli alunni, che in un primo momento l’insegnante dovrà osservare attraverso le loro esposizioni orali e scritte, da cui in seguito farà partire delle attività di riflessione sul modo in cui essi usano la lingua.
Successivamente si procederà con la lettura di testi prodotti da altri, per scoprire attraverso un confronto collettivo quali sono le caratteristiche e gli usi dei tempi verbali.
Al termine di questo lavoro si potrà ritornare alla revisione dei testi scritti dagli alunni, per comprendere come poterli rendere migliori e quindi cosa correggere per rendere più efficaci i loro usi linguistici.
Un consiglio importante consiste nell’utilizzo del linguaggio dei bambini nella spiegazione, lasciando che siano loro a etichettare in modo più trasparente le regole e le scoperte grammaticali durante le attività, per rendere l’apprendimento più intuitivo, comprensibile ed efficace, e in modo anche da rendere l’insegnante consapevole dello sviluppo cognitivo degli studenti.
“L’idea è quella di considerare la lingua prodotta dai nostri studenti come una varietà linguistica in evoluzione, ma con caratteristiche proprie: un <Italiano dell’Apprendimento>”
Solo successivamente e nei limiti del necessario, potrà essere introdotto un lessico più specialistico.
Considerando che viene richiesta una continua partecipazione riflessiva da parte degli studenti sulla base della loro esperienza in quanto parlanti nativi, è prerequisito necessario per poter mettere in pratica questa proposta didattica, che nella classe il maggior numero di studenti sia madrelingua.
Nel caso in cui si debba lavorare con alunni con italiano L2, bisognerà provvedere utilizzando altri metodi, come ad esempio quello del confronto con l’utilizzo del verbo nella propria Lingua e l’utilizzo del verbo nella Lingua Italiana.
Per facilitare l’apprendimento attraverso l’utilizzo di questo metodo, è necessario inoltre che i bambini siano già abituati a osservare gli aspetti linguistici nei loro contesti d’uso e a raggruppare per famiglie le parole in base al loro uso e alle loro caratteristiche (come ad esempio: nomi, articoli, aggettivi, ecc.).
Certamente è da evitare un coinvolgimento degli alunni in un solo tipo di attività. È infatti utile e doveroso proporre un’integrazione del percorso con altre attività di didattica della lingua, come l’ascolto, la lettura, la scrittura e la recitazione.
Più volte ripresi nel testo sono i libri “Grammatica della fantasia” di Rodari (a cui allude il titolo del volume), e “La grammatica è una canzone dolce” di Orsenna.
Matematica delle storie 2
Più difficile è invece l'operazione mentale che porta a capire che A + B è = B + A. Infatti spesso i bambini non lo capiscono prima dei 6 anni. Tanto è vero che spesso ai bambini viene chiesto "tu hai un fratello?" e la risposta è "sì" e poi "tuo fratello ha un fratello?" è la risposta è "no". Per capire la reversibilità è utile raccontare ai bambini storie in cui la magia può produrre con la stessa facilità certe operazioni e le loro operazioni contrarie, come ad esempio la trasformazione di un uomo in topo e di un topo in uomo.
Attraverso le storie i bambini possono essere aiutati anche a distinguere tra addizioni corrette e addizioni impossibili.
Un esempio è quello della storia in cui un poveretto caduto in una città da chissà dove deve prendere per arrivare alla sua destinazione prima il tram numero 3 e poi il tram numero 1 e immagina che risparmierà un biglietto prendendo invece il tram numero 4 che è = 3 + 1.
La storia diverte i bambini e allo stesso tempo li aiuta nel ragionamento matematico.
Vi è poi la possibilità di utilizzare le storie per capire la relatività, presentando all'interno di esse delle relazioni opposizioni, come ad esempio piccolo-grande, alto-basso, magro-grasso.
A questo proposito un esempio è la storia in cui i protagonisti sono un piccolo ippopotamo è un grosso moscone. Il moscone deride l'ippopotamo perché è piccolo, Ma alla fine si scopre che un piccolo ippopotamo è sempre più grosso di un grosso moscone.
Infine viene proposto il gioco dei passi in cui viene allenata la capacità di misurazione, che è fondamento di ogni attività scientifica.
In questo gioco il bambino che lo comanda ordina ai compagni di fare "tre passi da leone", "un passo da formica", "tre passi da elefante", e così via. In questo modo lo spazio del gioco è continuamente misurato e rimisurato, creato e ricreato da capo in diverse unità di misura fantastiche.
Da questo gioco si possono creare divertenti esercizi di matematica, attraverso i quali scoprire ad esempio quante scarpe è lunga l'aula scolastica oppure quanti cucchiai è alto un bambino e così via.
Inoltre dal gioco si può passare alla storia.
Un esempio è la storia del mistero dell'ombra del pino. In questa storia si racconta di due bambini che a orari diversi misurano coi passi l'ombra del pino che sta nel cortile della scuola. Ogni bambino misura in scarpe una lunghezza diversa. Ci sarà quindi un litigio e quando i bambini vanno a misurare insieme l'ombra in un altro orario ottengono di nuovo una misurazione diversa.
Matematica delle storie
Parlando dell'Unità didattica sulla narrazione di sé abbiamo detto che il bambino cerca un modo per comunicare le proprie esperienze. Questo lo fa attraverso la rappresentazione e la schematizzazione di esse, e quindi attraverso un ragionamento di tipo logico-matematico.
Abbiamo inoltre introdotto che all'apertura dell'archivio le fonti devono essere messe alla rinfusa in modo che ci sia il compito della classificazione, che è un lavoro importante nell'area matematica in quanto induce a porsi problemi.
Possiamo quindi parlare della proposta didattica di Rodari sulla matematica delle storie, affrontata in uno dei capitoli del libro “GRAMMATICA DELLA FANTASIA”, in cui si spiega come una storia possa essere tradotta in termini matematici.
In questo capitolo Rodari prende ad esempio la famosa Novella del Brutto Anatroccolo di Andersen in cui, in termini di matematica e di insiemistica, viene narrata
l'avventura di un elemento A capitato per errore nell'insieme degli elementi B e che non trova pace fino a quando non rientra nel suo insieme naturale, quello degli elementi A.
Nonostante la novella non sia stata concepita in termini di insiemistica, essa rappresenta anche un esercizio di logica. Infatti quando il bambino ascolta o legge la storia attiva i processi matematici che sono essenziali per la fabbricazione di strumenti conoscitivi. Ascoltando i bambini si esercitano a classificare e a costruire insiemi possibili e ad escludere insieme impossibili.
Tuttavia il bambino non è consapevole di questo meccanismo in quanto mentre ascolta o legge la novella diventa partecipe della storia. Ma per poter capire questa storia in realtà la struttura del racconto stampa automaticamente nella sua mente anche una struttura logica attraverso la quale il bambino inconsciamente separa gli elementi A dagli elementi B per poter capire meglio la storia.
Si può anche partire da un ragionamento per trovare una favola.
Un esempio può essere la storia di un pulcino smarrito che va in cerca della mamma e crede di riconoscerla prima in un gatto poi in una mucca, in un trattore e in altri personaggi, finché poi riesce a trovarla.
Questa storia, ad esempio, pur utilizzando anche i meccanismi del riso, si basa sulla paura dei bambini di perdere i genitori e fa rivivere in loro questa tensione e il bisogno di avere in ogni momento la sicurezza di ritrovare la madre.
Un'altra storia che si può raccontare ai bambini è quella che possiamo chiamare il gioco del Chi sono io in cui un bambino domanda a persone diverse "chi sono io?”, tra cui la madre, il nonno, il fratello, un vigile, un amico, e scopre che la risposta cambia se la domanda viene fatta a persone diverse. Così il bambino scopre di essere un figlio, un nipote, un fratello, un pedone o un ciclista, e un amico. In questo modo il bambino compie un'operazione di ordine logico, in quanto sta esplorando gli insiemi di cui fa parte.
Questa storia potrebbe anche essere messa in pratica diventando un vero e proprio gioco ed esercizio. Tra l'altro poiché per il bambino l'esplorazione degli insiemi di cui fa parte costituisce un'avventura eccitante, la sua emozione diventa un importante rafforzamento del meccanismo logico che mette in atto.
Un altro modo per inventare delle storie utili allo sviluppo del ragionamento logico è quello di fare matematica personificando i blocchi logici, i materiali strutturati per l'aritmetica, i gettoni per insiemistica, attribuendo loro dei ruoli fantastici.
In questo modo il bambino esercita la sua capacità di capire con la fantasia oltre che la sua capacità di capire con le mani che viene utilizzata spesso facendo insiemistica in modo operativo manuale.
Un esempio di questo tipo può essere la storia del triangolo blu che cerca la sua casa tra i quadrati Rossi i triangoli gialli cerchi Verdi eccetera.
La Narrazione di sé nella 5° CLASSE.
AUTOBIOGRAFIA
La vita raccontata sotto forma di autobiografia è un'unità didattica che viene proposta durante tutto il quinto anno.
Abbiamo detto che alla base dell'autobiografia vi è il percorso dalla prima alla quarta che comprende
- la valigetta in prima,
- l'archivio personale e di classe in prima,
- la storia della prima classe in seconda,
- il diario in terza e in quarta,
- la lettera in quarta.
Attraverso tutte queste tipologie testuali viene effettuato il racconto di esperienze, di eventi, e la valorizzazione dell'immaginario.
Anche per l'autobiografia si procede per fasi, iniziando dalla lettura di testi biografici e autobiografici, almeno uno in prima persona e almeno uno in terza persona.
Si procede poi con le domande di comprensione e l'analisi del genere, volta a creare il modello. In questo modo i bambini raggruppano e generalizzano.
Come fase successiva i bambini devono spiegare i collegamenti e quindi strutturare, con l'aiuto di domande appropriate.
La fase successiva consiste nel ricostruire la propria autobiografia, riprendendo i diari, le lettere e i materiali precedenti e scegliendo due o tre eventi per anno.
Siccome non tutti gli eventi sono documentati e ci sono documenti di eventi non ben ricordati, i bambini dovranno ricostruire i fatti.
Gli esercizi da proporre sono:
- la trasformazione di un diario in autobiografia (quindi da prima persona a terza persona, e da un linguaggio colloquiale a una scrittura distanziata rispetto all'evento, che è molto diversa dalla scrittura attuata nell'immediato).
- Si possono poi trasformare le lettere in autobiografia
- e raccontare fatti basandosi sulla documentazione
- e raccontare ciò che non è documentato.
La Narrazione di sé nella 4° CLASSE.
In quarta ha inizio anche la scrittura della lettera.
Tutto questo lavoro che si è svolto dalla prima alla quarta costituisce la base dell'Unità didattica a cui ci si dedicherà nella classe quinta, ossia la vita raccontata sotto forma di autobiografia.
LETTERA
Il diario Lo scriviamo solo per noi. Se vogliamo comunicare con qualcuno con cui non possiamo parlare scriviamo delle lettere.
Per scrivere delle buone lettere bisogna leggere e analizzarne alcune, Ma possiamo anche partire da una prova spontanea di scrittura. La scrittura spontanea permette all'insegnante di vedere che conoscenze hanno i bambini su questo genere (Hanno sicuramente scritto le lettere a Babbo Natale).
A questo punto è necessario leggere testi per l'infanzia che contengano lettere per poi analizzarli. Useremo il modello usato per gli altri generi narrativi, che verrà aggiornato dopo la lettura di ogni lettera.
- Chi
- Cosa
- Dove
- Quando
- Come
- Perché
Una volta riempito, il modello dovrà essere generalizzato.
I bambini saranno guidati ad osservare che la lettera deve avere
- luogo e data in alto a destra o in basso a sinistra.
- L'intestazione con il nome dell'intestatario in alto a destra se c'è l'indirizzo, altrimenti "caro x" in alto a sinistra, virgola e a capo il testo dopo uno spazio bianco.
- Il testo che affronta l'argomento.
- La formula di chiusura coi saluti.
- La lingua che varia a seconda del destinatario. Ad esempio le lettere personali hanno un lessico semplice, una sintassi lineare con frasi brevi, e l'utilizzo del presente e del passato prossimo.
Ci sono poi le le fasi in cui il bambino deve strutturare, progettare e comunicare.
Nel strutturare, al bambino sarà richiesto di fare collegamenti per rafforzare la sua consapevolezza delle caratteristiche del genere e migliorarne la padronanza.
Nella fase di progettazione i bambini saranno invitati a scrivere una lettera, per cui bisogna decidere a chi scrivere, perché gli scriviamo, che cosa scrivergli, preparando uno schema di lettera indicando dove mettere luogo data intestazione testo e firma.
Vi è poi la fase durante la quale i bambini devono comunicare. A questo proposito vengono proposti questi esercizi:
- tutti scrivono una lettera, la rileggono alla ricerca di errori, e la copiano in bella.
- Poi viene effettuata una correzione a coppie in cui chi finge di essere il destinatario sottolinea gli errori e le frasi poco chiare. Vengono quindi corretti gli errori e ampliate le frasi sintetiche, per poi procedere con un nuovo controllo reciproco. Questo è importante perché ci dà consapevolezza dell'importanza della chiarezza.
- In seguito si chiederà i bambini di trasformare una pagina di diario in una lettera per un amico, rileggerla, correggerla e ricopiarla.
- Successivamente si chiederà un ulteriore trasformazione da pagina di diario e/o lettera in un racconto in terza persona. Anche qui sarà effettuata una rilettura, una correzione e una copiatura.
- Come ultima fase verrà proposta la traduzione di una lettera in tedesco con il risultato di una lettera impossibile.
La Narrazione di sé nella 3° CLASSE
Il racconto di sé, delle esperienze reali viene trattato anche nella terza classe, sia oralmente che per iscritto in forma di diario. Nella terza classe il diario impegna i bambini soprattutto nel primo quadrimestre, ma anche nel secondo e nei primi mesi della quarta.
Il diario è un'esperienza che dà vita ai pensieri e alle emozioni che il bambino è sempre stato sollecitato ad esprimere già nella scuola dell'infanzia.
È importante perché trasmette in forma scritta delle esperienze significative in modo dettagliato per poterle ricordare. È importante in quanto rappresenta un momento per sé stessi. L'insegnante potrebbe fissare un giorno ogni 15-20 da dedicare al diario. I testi andranno corretti con delicatezza sia perché il diario dovrebbe essere segreto sia perché quando i bambini fanno leggere le loro pagine sono ansiosi di approvazione. Quindi verranno corretti solo i testi che i bambini daranno spontaneamente e senza commenti negativi. Gli errori vengono fatti notare come sviste.
Un esempio di correzione è quella attuata da un insegnante nella sua classe in cui ogni bambino ha scritto alcune pagine a casa, e in classe a due a due se le sono scambiate per correggerle. Hanno discusso sulle correzioni e l'insegnante si spostava da una coppia all'altra. I bambini avevano a disposizione un vocabolario.
All'inizio di febbraio per circa due o quattro settimane, attraverso la lettura è l'analisi di pagine di diario, l'insegnante mostrerà le caratteristiche formali di questo genere testuale.
Saranno proposte come esempio pagine di diario di bambini che permettono che vengano letti i loro scritti, e anche pagine di diario già pubblicate, come ad esempio Il diario di Anna Frank. Servono due o tre pagine per cogliere le componenti costitutive del genere.
L'insegnante deve guidare nel riconoscere nelle pagine proposte un diario.
Le caratteristiche del diario sono le seguenti:
- Ha carattere privato (Anche se spesso vengono pubblicati),
- l'unico destinatario è lo scrivente stesso,
- l'oggetto è il proprio mondo interiore.
- Inoltre la tipologia di scrittura espressivo emotiva è la più libera rispetto agli altri generi testuali. Tuttavia ci sono delle caratteristiche costanti ossia:
- la presenza di una data,
- il riferimento costante a sé stesso attraverso io adesso qui e la 1° persona,
- Lessico semplice e informale,
- la sintassi lineare e paratattica,
- l'utilizzo del presente e del passato prossimo, e il gergo personale con a volte abbreviazioni segrete.
L'insegnante stimolerà a riconoscere nei testi letti questi elementi secondo il modello
- Chi
- Cosa
- Dove
- Quando
- Come
- Perché.
I risultati vengono scritti in un cartellone e trascritti nei quaderni. Una volta riempito il modello l'insegnante aiuterà gli alunni a generalizzare. Ad esempio tutti i bambini che hanno scritto possono essere catalogati come autore.
L'insegnante chiederà ai bambini di esplicitare dei collegamenti fra le variabili ponendo le giuste domande sul rapporto tra il linguaggio e il fatto di scrivere per sé, e sul rapporto dell'argomento di cui si parla e chi scrive, e così via. Questa attività, che consiste nel strutturare, permette ai bambini di impadronirsi di tutti gli elementi del genere.
La Narrazione di sé nella 2° CLASSE
In seconda ci sarà l'apertura dell'archivio personale e dell'archivio di classe, quei documenti che sono stati prodotti e raccolti durante la prima.
L'apertura da vita alla cosiddetta storia della classe prima.
Le fonti, all'apertura dell'archivio, devono essere messe alla rinfusa in modo che ci sia il compito della classificazione.
Questo lavoro è importante nell'area matematica in quanto induce a porsi problemi. L'esperienza dell'archivio e il suo contenuto dovrebbe essere esposta a voce sempre da un alunno diverso che potrà scegliere il mezzo espressivo. In questo modo, ogni bambino che sceglierà il mezzo espressivo (mimo, disegno…) sarà aiutato a vincere la timidezza.
La Narrazione di sé nella 1°CLASSE
Il percorso nella scuola primaria ha inizio, nella prima classe, con l'accoglienza, durante la quale lo scopo principale è quello di favorire l'inserimento e l'integrazione del bambino nella scuola.
Già dal primo giorno si ricorre a due tipologie di comunicazione: il dialogo e la narrazione. Viene costruito un dialogo durante il quale ognuno si presenta raccontando di sé, e nei giorni successivi verrà proposta la struttura di brevi narrazioni sulla giornata del bambino e sul suo vissuto.
Per l’avvio alla lettura, viene proposta la costruzione del cartellone delle strisce con le frasi (leggendo le storie ogni bambino sceglie una frase da scrivere su una striscia colorata che andrà poi aggiunta al cartellone appeso in classe, per iniziare a vedere la struttura delle parole piuttosto che le lettere prese singolarmente) che vengono usate già dai primi giorni e non riportano solo aspetti comuni della classe ma anche aspetti individuali del bambino. Questo è importante perché rafforza la coscienza di ogni bambino di avere una propria importanza nella classe (il cartellone è bello e colorato perché tutti i bambini hanno inserito una striscia, se si toglie una striscia il cartellone nel suo complesso non è più lo stesso).
Inoltre viene data molta importanza alla scatola dei ricordi che i bambini hanno creato nell'infanzia e che rappresenta l'identità del gruppo classe nell'ottica di affettività sociale. Nella scatola vengono conservati i reperti importanti che si vogliono ricordare. Una volta aperta, nella prima classe della scuola primaria, la scatola dei ricordi rievoca e fa rivivere nei bambini esperienze dell'infanzia, tra cui momenti di convivialità. La scatola viene aperta a novembre quando i bambini fanno visita alla loro scuola dell'infanzia e prelevano ciò che per loro è stato importante. Periodicamente verrà aperta e verrà letto ciò che è stato conservato.
Un aspetto molto importante della prima classe della scuola primaria è l'importanza che viene attribuita all’individualità e alla memoria condivisa, che vengono affrontate attraverso la costruzione di un archivio di classe, utile per documentare l'esperienza di classe e dunque per creare una memoria condivisa, e di un archivio personale, che è finalizzato ad evolversi nel tempo fino alla realizzazione dell'autobiografia.
- L'archivio di classe viene costruito dalla maestra insieme agli alunni che avranno sempre più importanza nella scelta degli eventi da archiviare. Ogni evento deve avere una breve frase che lo descrive e deve essere datato. Può capitare che alcune fonti non siano datate ma solo in un rapporto di 6 a 1 con quelle datate. In seconda questo verrà sfruttato per un esercizio utile: attribuire la data agli eventi che non ce l'hanno.
- Nell'archivio personale invece vengono inserite informazioni su se stessi e rendendo i bambini protagonisti.
L'archivio personale verrà suddiviso in:
- come sono
- cosa so fare
- occasioni speciali
Le prime due sono tripartite e andranno suddivise in
- com'ero
- come sono
- come sarò
E
- cosa sapevo fare
- cosa so fare
- cosa saprò fare.
L'archivio personale è molto importante perché il contenuto finale in quinta sarà utile per realizzare le prime autobiografie. Sia l'archivio personale che l'archivio di classe sono un fine e non solo uno strumento perché è fondamentale la loro costruzione.
LA NARRAZIONE DI SÉ nella scuola primaria.
In questo articolo introdurremmo l’UDA della Narrazione di sé, specificando i motivi per cui è importante proporla nella scuola primaria, quali sono i suoi obiettivi e come viene affrontata in tutte le classi già dai primi giorni di scuola.
Quest’unità didattica rappresenta il culmine di un percorso iniziato nella scuola dell'infanzia, e che si protrae per tutto il corso della scuola elementare, dalla prima alla quinta. Noi vedremo in particolare come si evolve secondo la prospettiva di verticalità.
Il racconto di sé è importante per il bambino principalmente per due motivi:
- Innanzitutto lo aiuta a distinguere tra reale e fantastico:
- sia perché, a differenza di generi narrativi come la fiaba, la narrazione di sé è documentabile,
- sia ragionando su quelle che sono effettivamente le sue esperienze reali e quindi basandosi su delle fonti vere che servono anche ad aumentare il suo interesse per il lavoro da svolgere. (Inoltre dovendo diventare protagonista del suo racconto gli conferisce anche maggiore sicurezza.)
- In secondo luogo, non per importanza, il racconto di sé permette al bambino di dare voce al suo mondo interiore e quindi al proprio vissuto e alle proprie emozioni, che non sempre il bambino riesce ad esprimere.
Quindi il racconto di sé rappresenta per il bambino anche un mezzo attraverso il quale dare sfogo a questo suo mondo interiore, ma anche un mezzo per conoscersi, in quanto trovando la razionalizzazione del proprio vissuto sotto forma di compito Il bambino ha l'opportunità di ragionare su ciò che è e su ciò che sente.
Abbiamo detto dunque che il racconto di sé aiuta il bambino a dare voce al proprio mondo interiore e a distinguere tra reale e fantastico. Ma non solo, Infatti lo aiuta anche a confrontarsi con gli altri, in quanto durante il percorso sono previsti un momento di ascolto, durante il quale i bambini ascolteranno le narrazioni dei compagni, e più avanti, quando si arriverà a strutturare dei veri e propri testi sulla narrazione di sé, un momento di correzione durante il quale verranno effettuate delle correzioni di gruppo, in particolare di coppia, durante le quali i bambini si scambieranno i rispettivi lavori per individuare errori e frasi poco chiare. Questo li aiuterà a migliorare la propria chiarezza espositiva.
Per ultima cosa prima di esporre le varie fasi del percorso, bisogna precisare che attraverso il racconto esperienziale vengono perseguiti gli OBIETTIVI di: portare il bambino a saper generalizzare (e questo lo può fare ad esempio dando un titolo a un racconto), a saper strutturare (con disegni rappresentativi, attraverso la suddivisione secondo un ordine cronologico) e a saper comunicare.
Possiamo ora passare all'esposizione di questo lungo percorso didattico.
Innanzitutto bisogna dire che in tutte le classi già all'inizio dell'anno viene affrontato il racconto personale attraverso il racconto delle esperienze estive e degli eventi significativi che si sono verificati in quei mesi (o in periodi diversi dell’anno). E questo racconto accompagna tutte le attività didattiche sotto forma di racconto in prosa, di poesia, di filastrocca o di immagini.
E questo ci riporta alla prospettiva (oltre che verticale) anche orizzontale della narrazione di sé.
Nei prossimi articoli vedremo come organizzare tale percorso durante le varie classi della scuola primaria.
Il bagno del passero
In questo articolo riporto dal libro “Leggere Poesia” la proposta 5 per la classe quarta che prende in esame la poesia "Il bagno del passero" di Umberto Saba.
Poiché il passero è un animale generalmente conosciuto dai bambini, questa poesia rende possibile effettuare con loro degli approfondimenti scientifici e impostare dei testi descrittivi.
Gli obiettivi di questa proposta sono principalmente quattro: leggere, rappresentare, produrre e comporre. Ossia,
- Leggere semplici e brevi testi poetici dimostrando di coglierne il senso globale;
- Rappresentare il testo poetico con il linguaggio grafico pittorico;
- Produrre testi informativi narrativo – descrittivi;
- Comporre testi poetici.
Il percorso operativo è composto da 7 fasi.
- Ha inizio con la lettura della poesia e con le successive domande di comprensione, in cui si chiede
a. di quale animale si parla,
b. che cosa fa,
c. Che rapporti ha il poeta con il passero,
d. di che cosa si stupisce il poeta. - La seconda fase consiste nel racconto da parte dei bambini della storia a parole loro. Si chiede a questo punto se hanno già visto il passero e cosa sanno di lui.
- La terza fase consiste nel confronto è nella raccolta di informazioni. Infatti a turno i bambini sono invitati a leggere le loro risposte sulle attuali conoscenze.
- Come quarta fase viene completata in gruppo una griglia che riassume le caratteristiche principali del Passero. Nella griglia verrà specificata
o la specie,
o le caratteristiche delle piume,
o del Becco,
o delle zampe,
o delle ali,
o del verso,
o oltre al tipo di alimentazione
o e al modo di riproduzione. - Come quinta fase l'insegnante dovrà fornire nozioni generali sui volatili e far conoscere le specie del luogo. A questo proposito è utile organizzare un'uscita all'aperto, per avvistare e fotografare uccelli. In classe verranno poi visionate le foto e l'insegnante dovrà specificare le specie per poi farle descrivere agli alunni.
- Nella sesta fase viene assegnato il compito ai bambini di osservare un uccello che si aggira vicino alla propria casa e descrivere dove e quando L'hanno avvistato per poi completare una tabella sul modello di quella sul Passero.
- Come settimana fase, in conclusione, la classe viene suddivisa in piccoli gruppi di due o tre bambini e a ogni gruppo viene data una foto di un uccello ripresa nell’uscita. Si dà il compito di osservare l'immagine e di scrivere una storia con protagonista l'animale.
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