Nel 2012, le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione (poi aggiornate anche nel 2017) si prefiggono il raggiungimento da parte degli studenti di traguardi di sviluppo delle competenze al termine del loro percorso scolastico. Con le Indicazioni Nazionali, Cultura, Scuola e Persona sono definiti come i nuclei fondanti della riforma.
Sono mutate le forme di socialità per via dei social network e si diffondono tecnologie di informazione e comunicazione detti ICT. “Dunque il “fare scuola” oggi significa mettere in relazione la complessità di modi radicalmente nuovi di apprendimento.” La nostra società è in continua evoluzione e sempre più complessa, è necessario, quindi, garantire ai nuovi cittadini non solo l’apprendimento di saperi e linguaggi culturali di base, ma anche dei metodi di lavoro e degli strumenti che consentano loro un apprendimento lungo tutta la vita “Lifelong learning” e di sviluppare una coscienza critica. Non sono più sufficienti delle trasmissioni standardizzate e normative delle conoscenze, che comunicano contenuti invarianti. La scuola deve «favorire l’autonomia di pensiero degli studenti, orientando la propria didattica alla costruzione di saperi a partire da concreti bisogni formativi».
Lo studente deve essere messo al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti, tenendo in considerazione la sua singolarità e complessità. Inoltre, bisogna favorire la formazione del gruppo classe, costruendo un luogo accogliente e stabilendo un progetto educativo condiviso. Così facendo è sempre posta al centro la personalità dello studente, il cui sviluppo deve poter avvenire all’interno di un gruppo socializzato e attraverso le relazioni con altri.
La scuola ha il compito di far apprendere le regole del vivere e del convivere, mantenendo una stretta collaborazione con i genitori, che rappresentano il primo nucleo di formazione ed educazione e che forniscono i valori attraverso i quali il nuovo cittadino deve apprendere a filtrare i valori condivisi dalla società in cui vive, per potersi muovere all’interno di essa, operando delle scelte autonome. La scuola deve dunque insegnare agli studenti non solo ad apprendere ma anche ad essere, aiutandoli a conoscere la propria e le altre culture per potersi inserire in un contesto più ampio difficile da comprendere. E non c’è modo migliore per farlo se non attraverso il confronto con gli altri. Bisogna formare cittadini Italiani che conoscano la tradizione e la cultura nazionale ma che allo stesso tempo siano anche cittadini europei e del mondo, fornendo loro le conoscenze antropologiche necessarie.
La scuola deve educare a due consapevolezze: sul fatto che il mondo possiede gli strumenti per influenzare la vita dei singoli, e sul fatto che contemporaneamente i singoli possiedono gli strumenti per poter influenzare il mondo e sono responsabili verso l’umanità, avendo la possibilità di contribuire alla sua evoluzione. Gli studenti devono potersi definire all’interno di un tempo e di uno spazio non solo nella geografia e nella storia umane ma anche nella natura e nel cosmo, e hanno pertanto bisogno di ricevere un’adeguata formazione sia umanistica sia scientifica, e di sviluppare le capacità creative, in quanto è noto che attraverso lo sviluppo della creatività l’uomo è in grado di portare nel suo microcosmo personale la complessità e la bellezza del macrocosmo umano.
